Volontà e obbedienza nel metodo Montessori per comprendere il bambino

La relazione tra volontà e obbedienza nel metodo Montessori è spesso fraintesa. Maria Montessori ci invita a riflettere su come sostenere lo sviluppo del bambino senza imporre la nostra volontà, ma aiutandolo a costruire la propria autonomia.

“Le principali preoccupazioni nell’educazione abituale del carattere riguardano la volontà e l’ubbidienza e generalmente esse costituiscono due concetti antagonisti della mente degli uomini.

Uno degli scopi principali dell’educazione è tutt’ora quello di piegare la volontà del bambino e di sostituirvi quella dell’adulto che pretende ubbidienza”

La mente del bambino

Maria Montessori ci accompagna in un viaggio di riflessione per farci comprendere il ruolo della volontà dell’uomo, intesa come la forza della vita in corso di evoluzione.

Essere soddisfatti della propria vita è il nucleo pulsante.

Ma, realmente, cosa ci spinge a correggere il bambino e a fargli notare quello che noi definiamo errore? Cosa ci porta a pensare che il bambino debba obbedire affinché si verifichi il risultato da noi desiderato?

Potrebbe essere il nostro ordine interiore a suggerirci di intervenire? Oppure è il bisogno di esprimere il nostro parere rispetto all’azione che sta compiendo il bambino? È forse l’impulso di affermare una nostra convinzione? Sarà il nostro senso di autolegittimazione?

E se provassimo a rispettare quell’errore, accogliendo l’esperienza che sta vivendo il bambino?

Può sembrare complicato, ma è un esercizio che si può mettere in atto nel quotidiano.

Facci caso!

Come in ogni fase di cambiamento, è necessario darsi tempo: tempo per te, tempo per il tuo bambino.

  • Oggi sono intervenuto di nuovo mentre il mio bambino spalmava tutta la pappa sul piatto del seggiolone. Ho ripulito tutto e ho preferito imboccarlo.

Un passo alla volta!

Imboccare il tuo bambino può essere anche una coccola importante che gratifica te e, se lo desidera, anche lui.

  • Ma allora devo restare fermo al mio posto e permettere che si rovesci tutta l’acqua addosso?

Possiamo immaginare di proporre solo due gocce di acqua le prime volte che il bambino inizia a bere da solo con il bicchiere.

  • E se rischia di tagliarsi con il coltello?

Procediamo per gradi: esistono in commercio tanti tipi di coltelli per bambini. Hai mai pensato di iniziare con consistenze più morbide da tagliare, come una banana o una zucchina bollita?

  • E se cade dalle scale?

L’esercizio libero sin dai primi mesi di vita permette ai bambini di muoversi nello spazio in autonomia e sicurezza.

Maria Montessori parlava di una organizzazione necessaria e accurata dell’ambiente.

I bambini possono ritenersi davvero al sicuro e liberi quando svolgono un’attività in un ambiente preparato, ossia quando si creano le condizioni necessarie per il loro sviluppo.

Per far sì che i bambini vivano esperienze autentiche, penso che debbano sentirsi al sicuro prima di tutto gli adulti. Estremizzare è sempre un pericolo per l’armonia familiare e personale.

Facile leggere la teoria, ma poi metterla in pratica, soprattutto in periodi di stress, è complicato. Ma non impossibile!

Fai un bel respiro, perdonati, accogliti.

“Considero più valoroso colui che sopraffà i propri desideri che non colui che conquista i propri nemici; perché la vittoria più dura è contro se stessi.” Aristotele

Osserva il tuo bambino, ascolta te stesso. Insieme si può trovare un compromesso.

Ostinarti a credere che sia corretto solo ciò che proponi tu può portare frustrazione ad entrambi.

Proviamo a riflettere su quello che Maria Montessori ha scritto molti anni fa:

“La volontà del bambino nel suo campo naturale è una forza che spinge ad azioni benefiche alla vita. Il compito che la natura impone al bambino è quello di crescere, e la volontà del bambino è appunto una forza che spinge alla crescenza e allo sviluppo”

Inizialmente il bambino è guidato dal suo istinto, ma arriva un momento in cui le sue azioni diventano intenzionali. La Dottoressa Montessori lo definiva “il risveglio dello spirito”.

“La volontà può essere spezzata quasi in un momento; il suo sviluppo è un processo lento, che si svolge attraverso una continua attività in relazione all’ambiente.

È facile distruggere: la devastazione di un fabbricato può avvenire in pochi secondi con un bombardamento o un terremoto; ma quanto difficile è invece la costruzione!

Essa richiede conoscenza delle leggi dell’equilibrio, della resistenza dei materiali, ed anche dell’arte, perché la costruzione sia armoniosa”.

La costruzione dell’essere umano non è visibile come quella di un edificio. “Essa avviene nell’intimo”. E purtroppo, ancora oggi, si pensa che gli adulti possano essere gli artefici della costruzione del bambino.

Cosa possono fare gli adulti?

“Aiutare, questo dovrebbe essere il loro compito e il loro scopo”

Se un adulto aiuta, non significa che debba sentirsi in dovere di sostituirsi al bambino.

Aiutare significa rendere più facile, agevolare il bambino nel compiere in autonomia le azioni quotidiane che lo renderanno sicuro di sé. Il costruttore del bambino non sarà mai l’adulto.

Ciò che farà la differenza sarà la responsabilità dell’adulto nell’andare a ricercare un modo naturale di mettersi al passo con un essere che vuole fiorire.

L’adulto preparerà il cantiere, offrirà al bambino il materiale adatto, sarà presente a supportarlo e gioirà insieme a lui nel meraviglioso processo di crescita. Si possono decostruire i preconcetti e guardare il bambino con occhi nuovi.

A te la scelta: vuoi lasciarti stupire dal suo sviluppo o consegnargli la copia di un progetto già noto?

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Raffaela Schiano

Sono un’educatrice Montessori che ha dedicato gli ultimi 18 anni al campo dell’infanzia. Sono inoltre una FamilyCoach Montessori®. La mia missione consiste nel prendermi cura dei genitori, sostenendoli attraverso l’ascolto di sé per far emergere chiarezza, affinché possano compiere scelte consapevoli. Considero i bambini “Esseri Illuminati”, loro sono i miei Maestri di Vita.

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